FASHION, INTERVIEWS

INTERVIEW WITH GHAZALEH KHALIFEH, TEXTILE DESIGNER

10 Giu 2016
http://www.itintandem.com/it/interview-with-ghazaleh-khalifeh-textile-designer/

Ghazaleh Khalifeh is a textile designer, born and raised in California from an Iranian family with a long history in fashion and design dating back to the 20th century.
Her textiles don’t go unnoticed, they capture the gaze through the emotions who express; they are capable of telling stories, low as that of their creator.
After the bachelor degree at the Academy of Arts in San Francisco she was recruited for an internship at Diane Von Fustemberg, during the summer of 2010. In 2012 she starts a Textile Design Master and she partecipates at the Mercedes-Benz Fashion Week in New York with her thesis project, a fabric collection composed of natural materials entirely screenprinted. She graduated in 2015 and she exhibited a selection of her work at the Design Week in Milan this year.

Ghazaleh Khalifeh è una textile designer, nata e cresciuta in California da una famiglia iraniana con una storia nella moda e nel design risalente al ventesimo secolo.
I suoi tessuti sono impossibili da non notare, catturano lo sguardo attraverso le emozioni che esprimono; sono capaci di raccontare storie, a partire da quella della loro creatrice.
Dopo il diploma in moda all’accademia d’arte di San Francisco viene subito reclutata per un’internship presso Diane Von Fustemberg, nell’estate del 2010. Nel 2012 si iscrive ad un master in textile design, alla fine del quale partecipa alla settimana della moda Mercedes-Benz di New York con il suo progetto di tesi, una collezione di tessuti composta da materiali naturali interamente serigrafati. Si diploma nel 2015 e già quest’anno espone alla design week di Milano con una selezione dei suoi lavori.

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How and when did you realized that this would be your job? 

Come e quando hai realizzato che questo sarebbe stato il tuo lavoro?

Because of my family’s involvement in garment design and construction, and therefore my immediate exposure to it, I developed a close relationship with textiles from a very young age. I was fascinated by the various materials that surrounded me, and by their interaction with one another. I was also fascinated by the infinite amount of possibilities of what could be done to them and with them. I gained an ability to intuitively feel and express through design even before I learned how to read! I hand-painted my first piece of silk with fabric dyes when I was only 3 years old and I have kept and cherished this piece of silk as a tactile reminder of when my path as a textile designer began.

A causa del coinvolgimento della mia famiglia nella progettazione e realizzazione di abbigliamento, e conseguentemente alla mia immediata esposizione ad esso, ho sviluppato una stretta relazione con i tessuti fin dalla più tenera età. Ero affascinata dagli svariati materiali di cui ero circondata, e dall’interazione tra loro. Ero incantata anche dalle infinite possibilità di cose che si potevano fare su di loro e con loro. Ho acquisito la capacità di percepire intuitivamente e di esprimerlo attraverso il design, anche prima che imparassi a leggere! Ho dipinto a mano il mio primo pezzo di seta con tinture per tessuti quando avevo solo 3 anni e ho tenuto ed amato questo pezzo di seta come ricordo del momento in cui il mio percorso come textile designer è cominciato.

One of the most interesting elements of your work is this personal nature in every tissue. What is your design process?

Uno degli elementi più interessanti del tuo lavoro è il carattere personale presente in ogni tessuto. Qual è il tuo iter progettuale?

Thank you so much! For the development of all of my collections, my enthusiasm for the design process begins from the pre-nascent stage— The concept. This research guides me when I search materials and also when I begin to experiment with them. From this experimentation I begin to develop swatches, which I later edit down in a selection of swatches to create final and finished versions of. While this all sounds like a very structured routine, my emotionally-fluid relationships with each collection are far more romantically cultivated than rigid or predictable within the structure of time and deadlines.

Grazie mille! Per lo sviluppo di tutte le mie collezioni il mio entusiasmo per la progettazione comincia dalla fase pre-nascita, il concept. Questa ricerca mi guida quando ricerco i materiali ed anche quando comincio a sperimentare con essi. Da questa sperimentazione comincio a sviluppare dei campioni, che successivamente modifico fino a crearne una selezione definitiva. Mentre tutto ciò suona come una routine molto strutturata, le mie relazioni emotivamente fluide con ogni collezione sono molto più romanticamente coltivate, che rigide o prevedibili all’interno delle strutture del tempo e delle scadenze.

Do you have an artist or designer who inspires you?

Hai un artista o designer a cui ti ispiri?

I cannot name one, or even a few, specific artists or designers who inspire me today because there have always been so many! however when I was younger, in the 1990’s, I used to scan through industry magazines that  featured photographs from the most recent Haute Couture collections and I was captivated by the designs of Christian Lacroix, Jean Paul Gaultier, and John Galliano for Dior, and more. I also had a favorite silver-colored book from the 1980’s of Erté’s work which inspired me a lot. I also grew up with a passion for Japanese and Chinese antiques of that same early 20th-Century period, as well as Opera of this time and even prior, from the Baroque period. So my influences definitely date back and have always lent themselves towards the persistent presence of a rather mysterious muse who I’ve carried within me for more than 20 years now.

Non posso citare uno, o anche alcuni, specifici artisti o designer che mi ispirano oggi, perchè sono sempre stati così tanti! Tuttavia quando ero più giovane, negli anni ’90, ero solita osservare attraverso le riviste del settore le fotografie in primo piano delle recenti collezioni di Haute Couture e fui colpita dai disegni di Christian Lacroix, Jean Paul Gaultier, John Galliano per Dior ed altri. Avevo anche un libro argentato del 1980 del lavoro di Ertè, che mi ha ispirato molto. Inoltre sono cresciuta con una passione per le antichità giapponesi e cinesi dell’inizio del ventesimo secolo, così come dall’Opera di quello stesso periodo e precedente, a partire dal periodo Barocco. Dunque le mie influenze risalgono e si sono sempre prestate alla persistente presenza di una musa piuttosto misteriosa, che ho portato dentro di me per più di vent’anni ora.

Many designers agree that future of fashion is in materials research; what do you think about this? How you will develop your own research on textiles?

Molti designer concordano che il futuro della moda risiede nella ricerca sui materiali; cosa ne pensi? Come svilupperai la tua personale ricerca sui tessuti?

I definitely believe in the importance of material research. I believe that both consumers and industry insiders can, or have already, become desensitized to much of the tactile and sensuous magic of what goes into creating a product. Textiles are one of the most intimate of consumer goods, as we have a very close, active, and inevitably-constant relationship with fibers both directly and indirectly. It is important that there be more mindfulness in the creation of our textiles and also the products that utilize them. One of my long-term career goals is to have a design farm where I will be able to create textile-centric products from the ground up, in a very mindful, and artisanal manner. Here I would like to plant and grow produce that I could use to create natural dyes with fibers I will naturally and humanely-cultivate, and be able to spin into yarn which I can sell, which I can use to create my own woven or knit textiles too. From the textiles I create I could create small collections of garments and other cloth essentials that consumers would buy knowing exactly where they originated from.

Credo sicuramente nell’importanza della ricerca sui materiali. Credo che sia i consumatori che gli addetti del settore possono, o sono già diventati troppo insensibili alla magia tattile e sensuale di quello che c’è all’interno della creazione di un prodotto. I tessuti sono tra i più intimi beni di consumo, poichè abbiamo una relazione davvero vicina, attiva ed inevitabilmente costante con i tessuti sia direttamente che indirettamente. E’ importante che ci sia maggiore consapevolezza nella creazione dei nostri tessuti e anche dei prodotti che vengono utilizzati. Uno dei miei obiettivi a lungo termine è quello di avere una “design farm” dove poter creare prodotti tessili da zero, in una maniera davvero consapevole e con lavorazioni artigianali. Qui mi piacerebbe coltivare quello che mi serve per creare tinture naturali e fibre coltivate dall’uomo ma in maniera naturale, ed essere in grado di lavorare il filato per poterlo vendere, che potrei anche utilizzare per creare i miei tessuti di lana o della maglieria. Dai tessuti potrei creare una piccola collezione d’abbigliamento e indumenti basilari che i consumatori comprerebbero conoscendo esattamente da dove sono nati.

For the other projects visit www.ghazalehkhalifeh.com

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