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L’arte del vetro intervista con lo studio Turelli

4 novembre 2016
http://www.itintandem.com/it/2016/11/04/arte-del-vetro_studio-turelli/

Lo studio Turelli é stato fondato in Toscana da Luca Turelli, che fa delle superfici vetrate la sua tela bianca su cui incide decori ricchi nei dettagli e dalle forme morbide che ricordano i decori in stile art nouveau. Attualmente vive e lavora in Toscana.

laboratorio vetro artistico

Laboratorio e showroom Turelli

Paravento in vetro artigianale blu Turelli

Paravento in vetro artigianale blu

Raccontami di te, come é nata questa tua passione per l’arte e il design?

Essendo cresciuto in una famiglia di artisti è stata probabilmente la naturale conseguenza, poi ho un carattere un po’ irrequieto e creare e rendere palpabili le mie idee mi tranquillizza.  L’ interesse per il design è nato mentre ero ad una mostra a Verona, avevo 14 anni.

I tuoi lavori sono pezzi unici e pregiati, come ti identifichi?

La mia volontà è creare pezzi unici plasmati sul cliente, lasciando a quest’ultimo la possibilità di interagire in modo soggettivo con l’opera.  Voglio creare un legame personale sia visivo che tattile. Cerco sempre di creare stupore e meraviglia in chiunque lo osservi. Voglio realizzare opere che parlino delle persone, oltre a tutto, oltre al design, oltre all’artigianato, oltre all’arte, oltre alle apparenze. Il risultato è che tutte le nostre opere sono sognanti come i nostri clienti.

Per me un tavolo non è solo un piano. Un tavolo è un posto dove condividere momenti indimenticabili.  Dove prendere decisioni, salutare e incontrare amici, fare l’amore. Il tavolo è un testimone silenzioso della nostra vita e le nostre vite sono e devono essere tutte diverse. Qualcuno ha detto che “la moda è il regime del mutamento obbligatorio del gusto”  . Esprimersi  è il modo più tangibile di manifestarsi. Ho l’impressione che lo facciamo così spesso che diventa un automatismo. Confondiamo le nostre idee con quelle di tutti gli altri e ci perdiamo.

Gli oggetti che ci circondano si assomigliano tutti, rimangono in silenzio nei luoghi in cui viviamo e noi in maniera lenta ed inesorabile li assecondiamo fino a  diventare parte di essi.

Ma il piacere non si adatta ad una forma predefinita, è libero, è unico ed è morbido; non si trova ovunque, va ricercato, richiede impegno, tempo e passione. È come l’innamorarsi dei tratti di un volto visto fugacemente, per caso, tra tanti altri e sperare intensamente di ritrovarlo .

Qual é il tuo processo lavorativo?

Dapprima cerco di instaurare un rapporto di confidenza col cliente che ci permetta  di conoscere i suoi gusti ed interessi. Poi eseguo i bozzetti acquarellati in scala sviluppando in parallelo il progetto con dei rendering. Per concludere disegno a mano in scala 1:1, in modo che sia possibile al committente seguire tutta la lavorazione e appassionarsi al progetto.

Pensi che il futuro del design sta nella ricerca dei materiali? 

Sono profondamente d’accordo. In generale sono piuttosto critico verso il design degli ultimi anni. Personalmente ritengo che la ricerca dei materiali sia fondamentale per tornare ad un giusto rapporto qualità prezzo e riuscire a fornire dei prodotti che veramente si possano adattare alla vita del consumatore e non il contrario. Sono molto affascinato dall’incontro di vecchi mestieri con i nuovi materiali, specialmente se legati ad un impiego delle nuove tecnologie  illuminotecniche.

Come descriveresti la scena del design o dell’ arte attuale?

Ho sempre fatto riferimento a questa frase dell’architetto Oscar Niemeyer che in qualche modo credo possa essere riferita anche al design

” L’architettura non è importante, importanti sono gli amici, la famiglia e la voglia di cambiare questo mondo che non va”

Credo che i designer debbano rimettere al centro della propria progettazione le persone e la magia della loro differenza. Mi sembra che il design stia andando in questa direzione slegandosi dagli status e regole estetiche che lo hanno dominato in questi anni. Probabilmente il merito è delle nuove tecnologie che hanno reso il design più democratico e della crisi che ha profondamente  cambiato il mercato e le logiche di vendita.

 

Qual é la parte più difficile del tuo lavoro? Descrivici una tua giornata tipo        

Probabilmente è cercare di far capire che su una scultura ci possiamo anche mangiare ,che una parete può diventare arte  e che il minimalismo non è una religione.

Come descrivi lo spazio in cui ti senti a casa?

La mia casa si trova nel centro storico di Pisa,  è una sorta di loft confusionario e colorato, pieno di quadri, qualcuno fatto da me e tanti altri fatti da mia madre e dai miei amici.  Ci sono delle catenarie di lampadine che cadono dall’alto e attraversano le stanze, come se fosse la scena di un matrimonio greco in un’isola , in un angolo c’è un albero di Natale acceso con le lucine e le palline. Mi metteva sempre tristezza smontarlo a gennaio così é rimasto permanentemente!

Un artista o designer a cui ti inspiri?

Mi è sempre piaciuto molto Matisse ed Henry Moore per le loro forme, la libertà espressiva e la materia.

Sono affascinato da Emile Gallè e James Turrell.

Per concludere puoi svelarci qualcosa sui progetti futuri?

Sto organizzando una mostra ad ottobre, in cui tutte le opere saranno caratterizzate da una forte tridimensionalità e dinamismo. L’idea è quella di sgretolare lo spazio e la percezione giocando con tutti i sensi e creando delle opere che si possono e devono toccare, girandoci intorno e interagendoci anche da persone con handicap fisici.  Delle sculture sognanti che provino a catalizzare le nostre ansie e paure per qualche secondo.

tavolo in vetro artigianale - in serra

Tavolo in vetro all’interno di una serra

Info: turellistudio.it

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