FASHION, Innovation

WHAT’S NEXT? – THE LATEST FASHION

23 settembre 2016
http://www.designboom.com/art/hybrid-skins-combines-fashion-with-nanotechnology-cloning-10-04-2013/
http://www.itintandem.com/it/2016/09/23/whats-next-the-latest-fashion/

WHAT’S NEXT? If we look at the past – even focusing only on the last three decades – we realize how the world of fashion and trends is deeply changed. In the 80’s of the 1900s the newborn “fashion system” he was in full of its commercial explosion; It is in this period that it definitively established as a self-contained universe – a system indeed – able to influence and change every aspect of society, defined and marked by their own periods and rules. From this moment on, the rise of the designers is all in flux, the figure of the creative genius of fashion becomes one of the system pillars, which indissolubly binds – at least at the time – the creator to the brand he work for. It triggers on one hand the total trust and adulation of the consumer to the designer-brand, the other the desire to continually increase production and sales by the big brands. Designers such as John Galliano, Thierry Mugler and Raf Simons stressed more than once the difficulty of reconciling the needs and the timing of the market with experimentation and creative research. So. you can not have everything.

Se guardiamo al passato – anche solo concentrandoci sull’ultimo trentennio – ci accorgiamo di quanto il mondo delle mode e delle tendenze sia profondamente cambiato. Negli anni ’80 del ‘900 il neonato “fashion system” era nel pieno della sua esplosione commerciale; è infatti in questo periodo che esso si afferma definitivamente come universo autonomo – un sistema appunto – capace di influenzare e modificare praticamente ogni aspetto della società, definito e scandito da tempi e regole proprie. Da questo momento in poi l’ascesa dei designer è tutta in divenire, la figura del genio creativo della moda diventa uno dei pilastri del sistema, che lega in maniera indissolubile – perlomeno all’epoca – il creatore al brand per cui lavora. Si innesca da una parte la totale fiducia e adulazione del consumatore verso il designer-brand, dall’altra la volontà di aumentare continuamente la produzione ed il fatturato da parte dei grandi marchi. Designer come John Galliano, Thierry Mugler e Raf Simons hanno sottolineato più di una volta la difficoltà di conciliare le necessità e i tempi del mercato con la sperimentazione e la ricerca creativa. Non si può avere tutto insomma.

‘skin sucka’ nancy tilbury (studio XO), bart hess, harm rensink, clive van heerden, jack mama and peter gal_photo from designboom.com

Which direction, then, the world of fashion is supposed to take? We can count on the hand fingers the cases in which creative succeed to maintain autonomy outside the pre-seasonal and seasonal outputs. You can commit to system or it is difficult to choose how far to take part of it.
In recent months, the fashion industry has been involved in numerous changes: historic fashion houses like Lanvin, Dior, Balenciaga – just to name a few – suddenly find themselves without a leader and without a flag that was worthy of the name they bear.
Events, those, who lead us to reflect on what the fashion has become in recent years: a desperate race of designers towards greatness of the great artists of the past, with buyers ready to chase them ceaselessly. In this regard, recently Diego della Valle – of the Tod’s brand – said that the figure of the designer is no longer necessary, even that it actually would be an impediment to market rates.

Verso quale direzione volgerà,allora,il mondo della moda? Si contano sulle dita di una mano i casi in cui i creativi sono riusciti a mantenere un’autonomia al di fuori delle uscite stagionali e pre-stagionali. O si sposa il sistema o difficilmente si può scegliere in che misura prendervi parte.
Negli ultimi mesi il fashion system è stato protagonista di numerosi cambiamenti: maison storiche come Lanvin, Dior, Balenciaga – solo per citarne alcune – si sono ritrovate improvvisamente senza un comandante e senza una bandiera che fosse degna del nome che portavano.
Avvenimenti, questi, che ci portano a riflettere su quello in cui la moda si è trasformata in questi anni: una disperata corsa dei designer verso la grandezza dei grandi artisti del passato, con i buyers pronti a rincorrerli senza tregua. A tal proposito, recentemente Diego della Valle – del marchio Tod’s – ha dichiarato che non solo la figura del designer non è più necessaria, ma che anzi risulterebbe un impedimento ai ritmi del mercato.

But this general climate of renewal gives us hope, partially at least. While, in fact, we see prevail the market dictates – that encompasses indiscriminately everything and everyone in its vortex of profits – on the other side “author’s fashion” is emerging in a completely new look, through streets that new generations of designers is building gradually.
An example of this are undoubtedly the Vetements brand, born only in 2014 but already associated with the revolution
in the fashion world. For s / s 2017, the brilliant creative mind of the designer Demna Gvasalia has succeeded in introducing – for the first time in the ready-to-wear – the concept of collaboration between different brand, spreading the concept that “together is better” and stressing that “no matter who, but how.” A beautiful challenge so, for now overcome.

Eppure questo generale clima di rinnovamento ci fa ben sperare, almeno parzialmente. Se da una parte, infatti, vediamo prevalere i dettami del mercato – che ingloba indistintamente tutto e tutti nel suo vortice di profitti – dall’altra la “moda d’autore” sta emergendo in una veste completamente rinnovata, attraverso strade che le nuove generazioni di designer stanno costruendo mano a mano.
Un esempio tra tutti è quello del marchio Vetements, nato solo nel 2014 ma già associato alla rivoluzione nel mondo della moda. Per la s/s 2017 la geniale mente creativa del designer Demna Gvasalia è riuscita a introdurre – per la prima volta nel prêt-à-porter – il concetto di collaborazione tra diversi brand, diffondendo il concetto secondo cui “insieme è meglio” e sottolineando che “non importa chi, ma il come”. Una bella sfida insomma, per ora stravinta.

ph by studio-xo.com

ph by studio-xo.com

It is interesting how the extreme division into sectors – as in the case of Vetements – is leading professionals to embrace more and more often a multidisciplinary approach. One example is the case of Studio XO in London, famous for its hybrid creations – a set of fashion, technology and design – beloved by artists and pop stars. It employs engineers, product designers and experts in materials and what they create start from Bubelle dress that “blush”, until you get to Volantis, an outfit that takes off – literally.
It is not difficult, therefore, to imagine a future in which fashion manages to escape from the stereotype of the ephemeral and the superfluous, finally gaining the confidence that would allow it to have its own autonomy concept; it is time that fashion cries vigorously its values and accept with humility what new can learn from engineering, photography or art; we need to understand the most radical individualism potential combined and included in a magnificent set and potentially infinite.

E’ interessante notare come la settorializzazione estrema – come nel caso di Vetements – stia portando i professionisti ad abbracciare sempre più spesso un approccio multidisciplinare. Ne è un esempio il caso dello Studio XO di Londra, famoso per le sue creazioni ibride – un insieme di moda, tecnologia e design – amatissime da artisti e popstar. Vi lavorano ingegneri, product designer ed esperti nei materiali e quello che riescono a creare parte dal vestito Bubelle che “arrossisce”, fino ad arrivare a Volantis, un abito che decolla – letteralmente.
Non è difficile, dunque, immaginare un futuro in cui la moda riesca a sottrarsi dallo stereotipo dell’effimero e del superfluo, acquisendo finalmente quella sicurezza che le permetterebbe di avere una sua autonomia di concetto; è tempo che la moda gridi con forza i suoi valori ed accolga con umiltà quello che di nuovo può imparare dall’ingegneria, dalla fotografia o dall’arte; è necessario capire il potenziale dell’individualismo più radicale combinato ed incluso in un insieme grandioso e potenzialmente infinito.

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